Velma, Scooby Doo e i bei cartoni degli anni ’60

Alzi la mano chi ama i cartoni animati di “una volta”, e intendo proprio i primi che abbiamo, tutti un po’, iniziato a conoscere nel corso degli anni, ovvero i cartoni degli anni ’60! Ma perché piacciono? La risposta è semplice: piacciono perché fanno ricordare la spensieratezza, l’infanzia, la gioia dell’essere bambini e di scoprire sempre cose nuove.

Tra il 1960 e il 1969, i cartoni animati hanno subito un cambiamento, innanzitutto nel colore perché sono passati dal bianco e nero al colore, ma anche nelle epoche: da “Gli Antenati” (ambientato nell’età della pietra) a “I Jetsons” (ambientato nel futuro con le macchine volanti e i robot che sbrigano le faccende da soli).

Piano piano, durante quegli anni, sono stati realizzati poi cartoni che vedono protagonisti un gruppo di persone che hanno un obiettivo principale: in “Carletto il principe dei mostri” Carletto, un mostro dalle sembianze di quelle un bambino, insieme ad un gruppo di aiutanti dalle sembianze umane-mostruose, mira alla salvezza del mondo da pericoli mostruosi. Valga come altro esempio “Lo Squadrone Avvoltoi” in cui i protagonisti avevano lo scopo di catturare un piccione viaggiatore.

Ma tutto questo alone di mistero e questa voglia di catturare, non vi fa venire in mente un cartone in particolare? E se vi dicessi Scooby Doo? Analizziamo insieme questo cartone del 1969.

Scooby Doo: analisi del cartone

Scooby Doo è una serie televisiva animata prodotta dalla Hanna-Barbera e deriva dal nome di uno dei protagonisti, ovvero Scooby Doo. La prima serie si chiama “Scooby-Doo, dove sei tu?” e oltre a questa si susseguono tante altre serie che insieme, nel 2004, vengono inserite nel Guinness dei Primati per aver prodotto il maggior numero di episodi, scavalcando addirittura la serie animata più longeva mai conosciuta, ovvero “I Simpson”. Questo primato viene poi riconfermato nel 2015 con più di 500 nuovi episodi.

Scooby Doo: i protagonisti

Scooby Doo: è un cane di razza alano. Protagonista della serie, grazie al suo legame con il padrone Shaggy, rende ogni puntata più che divertente ed indimenticabile. Caratteristica che lo rende super identificabile? La fame! Come Shaggy, si ingozza continuamente di cibo.

Shaggy Rogers: è il padrone e migliore amico di Scooby. È un ragazzo molto pauroso e goffo, ma nonostante e grazie a ciò, con i suoi amici, riesce a risolvere molti casi. Adora ingozzarsi di cibo con Scooby.

Fred Jones: è a capo della “Misteri e Affini”, l’organizzazione con cui lui e i suoi amici risolvono innumerevoli casi misteriosi, ed è lui che guida la “Mystery Machine“, il furgoncino che li porta in giro per il mondo. È innamorato di Daphne.

Daphne Blake: è una ragazza alla moda del gruppo. In ogni episodio indossa un vestito porpora, scarpe viola e collant rosa. È innamorata di Fred.

Velma Dinkley: è la sapientona del gruppo. Porta gli occhiali, indossa sempre un maglioncino arancione e una gonna rossa. Molto intelligente e studiosa, è lei che infine riesce a risolvere tutti i casi.

Da sinistra: Fred, Velma, Scooby, Shaggy e Daphne

Velma Dinkley: conosciamola più da vicino

Velma Dinkley, o più semplicemente Velma, come la chiamano nella serie, è una ragazza giovane che si interessa di scienza, ma anche di archeologia o tecnologia. A lei il compito di personificare lo stereotipo del nerd/geek, sarà questo uno dei motivi per cui il suo personaggio è quello che ai fan piace di più? Che il suo fare renda facile a molti sentirsi ritratti e ricevere poi anche buoni esempi di rivalsa?

Nella serie animata è rappresentata come un’adolescente che ha un’età tra i 16 e i 18 anni. A causa della sua forte miopia, indossa un paio di occhiali con la montatura nera che spesso perde creando gag divertenti indimenticabili, iconica infatti la frase che in alcuni episodi spesso dice: “I miei occhiali, non riesco a vedere niente senza occhiali”.

Velma Dinkley

Nel corso degli anni, alcuni fan, ipotizzano che Velma sia omossesuale. Ad unirsi a questa corrente di pensiero Io stesso sceneggiatore della prima trasposizione cinematografica James Gunn, nonché Jeffrey P. Dennis, scrittore illustre e artefice di molti studi sulla sessualità nei cartoni animati. Da qui il fatto che nella prima trasposizione cinematografica si veda Velma che occhieggia molto maliziosamente Daphne: pare l’intento fosse quello di inserire una scena in cui le due si baciassero, ma che la produzione non ha voluto e hanno tagliato lo script. Per cercare di allontanare questo pensiero, nelle serie successive, si è notato poi un cambiamento, ovvero che Velma è ritratta come attratta dal sesso opposto. Nella serie “reboot” “Scooby Doo Mistery Incorporated”, vediamo infatti Velma attratta da Shaggy e addirittura i due diventano poi una coppia. I due però si lasciano a causa della forte amicizia tra Shaggy e Scooby. Dopo anni, il direttore, produttore e co-scrittore della serie Tony Cervone, ha confessato che la relazione tra Velma e Shaggy in realtà era una relazione tossica per entrambi a causa del fatto che lei fosse omosessuale. A riprova di ciò il fatto che durante la seconda stagione, Velma sia infatti in pace con Shaggy perché è molto più a suo agio con la sua sessualità. Sempre a detta di Tony Cervone si nota che Velma inizia poi a comprendere i suoi sentimenti per la rivale di scuola Macie “Hot Dog” Fleach, tanto è vero che nella timeline post-apocalisse le due iniziano a frequentarsi. Purtroppo, a causa dei tanti limiti per la rappresentazione di personaggi LGBT nei media in America, i sentimenti reciproci di questa coppia, non sono mai stati rappresentati esplicitamente. Durante il film “Scooby Doo e la maledizione del mostro del lago” Shaggy ha una cotta per Velma, ma non corrisposta: ad un certo punto lui la salva e lei lo ringrazia per le belle parole sul suo conto e lo bacia nella scena finale, i due ammettono di non provare i sentimenti l’un per l’altro e tornano ad essere buoni amici.

Qualunque sia la sessualità di Velma, sappiamo per certo che essa sia un personaggio come pochi, capace con il suo modo di comportarsi ed agire di dare forza all’intera opera e a chi la segue.

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Anna Rita Artale
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