cosplay ed estetica l'arte del trasformarsi

Cosplay ed Estetica, l’arte del trasformarsi

Negli ultimi decenni il fenomeno del Cosplay si è diffuso a macchia d’olio tanto da sollevare molta curiosità circa la sua esistenza ed evoluzione. Dalla sua nascita, a fine anni Settanta in Giappone, alla sua piena affermazione verso gli anni Ottanta/Novanta fino ad oggi, sono infatti sempre di più le persone che decidono di coltivare questa passione e vestire i panni dei propri personaggi preferiti. Complici gli eventi dedicati e l’avvento dei social, il Cosplay è passato pian piano dall’essere considerato semplice fenomeno di nicchia all’imporsi come una vera e propria “sub-cultura”.

Tutto ciò ha fatto sì che ci si iniziasse a chiedere se sia possibile o meno parlare di arte in riferimento al Cosplaying: ecco le nostre considerazioni!

cosplay ed estetica l'arte di trasformarsi
Simona Castellano – Strega – Ph: Maria Andrea Fotografia

Cosplay: Costume Play

Il termine Cosplay nasce in Giappone nella seconda metà degli anni Settanta dall’unione di “Costume” e “Play (costume e recitare, interpretare)”: la parola va a identificare la pratica del travestirsi da un personaggio di fantasia interpretandone movenze, pose, atteggiamenti. Inizialmente i personaggi scelti facevano parte di anime e manga, successivamente ci si allargò anche al mondo dei videogames, del cinema e delle serie tv, ma cosa distingue il Cosplaying dal semplice mascherarsi per Halloween o Carnevale?

Fare Cosplay: non solo travestimento

Già dall’etimologia della parola si può notare una prima sostanziale differenza dal mero travestimento: il fare Cosplay indica sì la pratica del mascherarsi, dell’indossare un costume, ma aggiunge a questa le caratteristiche di immedesimazione e interpretazione proprie dell’arte teatrale. Il Cosplayer non si limita a vestire i panni di un personaggio, diventa esso stesso il personaggio: dà vita a ciò che rappresenta, non mostra solo ciò che indossa.

Come prova si pensi alle performance durante un contest e alle fasi di preparazione e immedesimazione che il Cosplayer attraversa prima di arrivare all’esibizione finale. Gli stessi momenti precedenti quest’ultima richiamano a tratti il rito della stanza dello specchio effettuato dallo Shite del teatro del No.

L’estetica del Cosplaying

Come riportato dal dizionario Oxford Languages, qualsiasi forma di attività dell’uomo come riprova o esaltazione del suo talento inventivo e della sua capacità espressiva è definita arte. Parlare, dunque, di estetica del Cosplay non risulterebbe affatto esagerato in certi casi, soprattutto se si tiene conto delle numerose analogie con le arti teatrali.

Che si crei da soli un Cosplay realizzando costumi e accessori o ci si limiti al makeup e all’interpretazione, poco importa: dare vita a un qualcosa con una capacità espressiva tale da comunicare e trasmettere emozioni, sentimenti e sensazioni a chi ci sta di fronte, è arte.

Il bello artistico può prendere forma in una posa, in un makeup, in un vestito, in una parrucca, in un accessorio: tutto sta all’abilità del Cosplayer. Nel caso degli “original Cosplay“, inoltre, l’accento sulla fase creativa risulta ancora più evidente: il Cosplayer qui crea addirittura un proprio personaggio, ne studia il background, ci entra in contatto e infine lo incarna.

Creazione, imitazione e immedesimazione, ma anche evasione e passione: il Cosplay sa farsi arte senza perdere quella vena da “appassionati” che lo contraddistingue fin dagli albori.

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Michela Savatteri – Malefica – Ph: Maria Andrea Fotografia

E voi che ne pensate? Siete d’accordo con la nostra analisi? Considerate il Cosplay una forma d’arte?

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Alessia Aiello
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