Biancaneve e Grimilde: due facce della stessa medaglia


Tutti conosciamo la storia di Biancaneve e i sette nani, trasformata in film animato da Walt Disney nel 1938, e tutti noi sappiamo chi sia questa giovane ragazzina, protagonista del primo lungometraggio Disney della storia.
Oggi ne parleremo e ci soffermeremo anche sulla “cattiva” della fiaba: Grimilde.

Biancaneve: esempio di perfezione

Per dare vita alla sua prima principessa, lo zio Walt ha dovuto faticare molto: dapprima ha ingaggiato una ballerina quindicenne di nome Marge Belcher Champion, che con le sue movenze aggraziate e il portamento impeccabile ha dato un volto e corpo alla protagonista, in seguito ha contattato anche Adriana Caselotti, una cantante diciottenne che le prestò invece la voce.
Lo studio dell’aspetto e delle caratteristiche della fanciulla dai capelli neri come l’ebano e dalla pelle bianca come la neve (chiaro simbolo di verginità), durò molto tempo. Ciò che venne fuori fu un personaggio totalmente in linea con la concezione della donna degli anni 40: servizievole, disponibile, ingenua e totalmente incapace di provare sentimenti negativi nei confronti del prossimo.
Indicativo, infatti, il fatto che Biancaneve accetti passivamente di sottostare alle rigide regole della regina cattiva, senza mai opporre resistenza. Ovviamente, in più, la nostra piccola eroina non si salva da sola, come le principesse a cui la Disney ci ha abituato oggi (Elsa o Merida ad esempio), bensì attende che qualcuno la porti via dai soprusi che sta subendo; dopo pochi fotogrammi dunque, ecco arrivare il principe sul suo cavallo bianco, pronto a dare la vita per lei.
Ma cos’è una fiaba senza un antagonista? Ecco allora che nasce il personaggio di Grimilde: la matrigna.

Grimilde: la regina cattiva


A differenza di Biancaneve questa donna non viene rappresentata come una fanciulla, ma come una donna con le sue curve e i modi decisamente ammiccanti. Grimilde è una signora con la “S” maiuscola che tenta di riprendersi la giovinezza perduta a tutti i costi: non è un personaggio passivo, ma decisamente attivo. È lei che cerca di cambiare la sua vita! Lei non attende qualcuno che la venga a salvare: è una donna di potere, fuori dagli schemi ed in quanto tale, sarà poi condannata alla rovina.
Indicativo che lo stesso Walt Disney, per creare tale personaggio, si sia ispirato ad una statua presente nel duomo di Naumburg che ritrae una regina: Uta di Ballenstedt, una giovane regnante famosa perché accusata di stregoneria e arsa sul rogo.

Da una parte, quindi, la figura della donna angelo, in pieno stile dantesco per intenderci, e dall’altra una femme fatale del Decadentismo, pronta ad affascinarci con la sua bellezza e astuzia. Ma cosa pensano i cosplayer, i giovani di oggi, a riguardo? Chi preferiscono?

Una Grimilde in carne e ossa


“Ho sempre ammirato – dichiara Simona Capone, giovane cosplayer Palermitana – la figura della matrigna di Biancaneve, fin da piccolina: adoro il fatto che questo personaggio sia elegante, misterioso e avvolto in un alone di mistero, tantè che se ne va spesso in cantina, durante la trama del film, per creare le sue pozioni e i suoi incantesimi. Grimilde è una donna forte, capace di trasmettere timore e autorevolezza anche con un solo sguardo, in quanto molto espressiva. Adoro rivestire i panni della regina malvagia e mi diverto molto, tanto che ho voluto cucirmi il vestito e il mantello, in modo da inglobare i bambini al mio passaggio, i quali, presi alla sprovvista, rimangono sempre tra lo stupito e l’atterrito”.
Numerosi gli altri personaggi interpretati negli anni da Simona, i suoi preferiti quelli del mondo di Tim Burton e della Famiglia Addams. Per chi volesse contattarla di seguito i suoi contatti social, condivisi con il suo compagno di cosplay preferito nonché fidanzato:

Simona e il suo fidanzato Joseph (Foto di Vincenzo Carlo Bongiorno)
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Chiara Giampaoli
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